La gente mi dice che devo crescere, che devo smetterla di rifugiarmi nei sogni, che a quindici anni compiuti non è giusto che io guardi ancora i cartoni animati. Ma cosa sa la gente di me? Perchè ha la presunzione di dirmi come devo vivere? È vero, scappo, ma nessuno si chiede da cosa sto scappando? Nessuno si domanda perchè vivo passivamente? Criticano me ma è la stessa cosa che fanno loro, si lasciano vivere, influenzati dalla morale, da cosa giusto e cosa è sbagliato, da chi ha ragione e chi ha torno. Passano svelti giorno dopo giorno, sempre nervosi e indaffarati, come piccole formiche in una tana troppo grande per loro, temendo che da un momento all'altro arrivi il bambino dispettoso a dare fuoco a tutto ciò che hanno costruito. E le stelle piangono brillando di più, per superare le luci di una città che si è stancata di ammirarle, il tramonto diventa più intenso per farsi notare, il vento soffia più forte per punire. Addormentarsi all'ombra di un albero al meriggio, buttarsi in mare a mezzanotte passata, passeggiare nel bosco per ascoltare la natura, passare ore e ore nel mondo immaginario di un libro che appassiona. Se crescere e maturare significa rinunciare a tutte queste cose, e buttarsi in un mondo di ipocrisia e tradimenti, allora continuerò a scappare. Scapperò nell'isola che non c'è e continuerò ad essere bambina... Come Peter Pan. |




































